Riconosci le sezioni d’orchestra?

Orchestra

Da quali strumenti è fatta un’orchestra sinfonica ?

In quest’articolo ti parlo delle sezioni dell’orchestra: quali tipi di strumenti la costituiscono, come localizzarli e che suono producono.

Infatti, puoi ascoltare i suoni caratteristici di ciascuna sezione d’orchestra, cliccando il tasto “play” delle tracce che trovi a seguire: ho inserito alcuni brani d’esempio appositamente arrangiati da me per l’occasione.

Spero che i puristi della teoria dell’orchestrazione perdoneranno le mie imprecisioni o semplificazioni: non ho la pretesa di scrivere un trattato completo, voglio solo tracciare un percorso guidato, giusto per farsi un’idea.

Cominciamo quindi a scoprire gli “ingredienti” dei suoni orchestrali 😉

La moderna orchestra sinfonica è tipicamente suddivisa in quattro sezioni:

  • ARCHI
  • LEGNI
  • OTTONI
  • PERCUSSIONI

Il loro nome dipende sia da come questi strumenti sono suonati (archi e percussioni) che dal materiale con cui sono costruiti (legni e ottoni).

***

PianofortePrima di vedere queste sezioni una ad una (e soprattutto ascoltarle), ti propongo il seguente tema musicale: è un esempio che ascolterai inizialmente suonato da un pianoforte solo e poi, in successive versioni, suonato dalle singole sezioni dell’orchestra che ho qui arrangiato per te.

Il pezzo d’esempio è una celebre melodia tradizionale, che ti ripropongo inizialmente suonata col solo pianoforte…

PIANOFORTE SOLO (TEMA D’ESEMPIO)

Dopo aver ascoltato la melodia al pianoforte, prova a riconoscere lo stesso tema, riproposto dalle successive sezioni d’orchestra.

 

ARCHI

Archi

La sezione degli archi è quella che annovera violini, viole, violoncelli e contrabbassi. Tipicamente, nel loro insieme, è la sezione più numerosa di musicisti ed è stata anche la prima ad essere usata pienamente dai compositori. Da un punto di vista della posizione dell’orchestra, sono tipicamente disposti a ventaglio, da destra verso sinistra, davanti al direttore d’orchestra. I violini a sinistra e al centro, le viole al centro e a destra, violoncelli e contrabbassi a destra.

Gli archi, infatti:

  • nel loro insieme, hanno una straordinaria estensione, cioè possono produrre suoni appartenenti ad un ampio ventaglio di altezze
  • hanno un colore timbrico omogeneo, cioè possono essere considerati come un unico strumento composito
  • possono suonare con un’ampia gamma dinamica, cioè da pianissimo a fortissimo, incluse tutte le sfumature intermedie
  • possono giovarsi di una tipica ricchezza timbrica, diciamo “calda”, particolarmente efficace nei passaggi espressivi e romantici.
  • sono molto versatili nelle articolazioni, producono cioè il suono con diverse modalità opzionali: con arco, pizzicato, col legno, armonici, ecc.
  • possono mantenere il suono a lungo, con continuità, senza la necessità di interromperlo per, ad esempio, consentire all’esecutore di respirare (cosa che avviene per le sezioni dei legni e degli ottoni).

Se usati con saggezza, gli archi riescono a suscitare una vasta gamma di emozioni che vanno dalla più profonda tristezza alla più brillante euforia.

LEGNI

Legni

Sono detti così perché un tempo erano costruiti esclusivamente in legno, mentre oggi si usano anche diverse leghe metalliche.

A differenza degli archi, la famiglia dei legni si contraddistingue per il fatto che ciascuno strumento ha un proprio suono caratteristico, che lo rende subito riconoscibile dagli altri legni e, caratterialmente, molto distinguibile.

I più famosi strumenti di questa sezione sono flauto, oboe, clarinetto e fagotto, a cui si aggiungono i meno celebri ottavino, corno inglese, clarinetto basso e controfagotto, più tutta una innumerevole varietà di fratelli maggiori e minori dei precedenti.

In genere sono disposti subito dietro gli archi, in due file parallele in posizione centrale, con gli strumenti più acuti a sinistra (ottavino, flauti, oboi, clarinetti) e quelli più gravi a destra (clarinetto basso, corno inglese, fagotto, controfagotto, ecc.).

Una curiosità: tra i legni si annovera anche il sassofono, anche se è realizzato pressoché interamente in metallo 😉

Questi strumenti, quando sono usati in modo da farne emergere il suono, hanno la capacità di stimolare percezioni emotive molto caratteristiche e, per certi versi, ormai stereotipate: ad esempio, il suono di un flauto viene associato spesso alla leggerezza e purezza, quello dell’oboe ad un mondo lirico e agreste, il clarinetto ad un carattere comico, mentre al fagotto resta spesso un ruolo goffo o grottesco.

 

OTTONI

 

Ottoni

Sono detti così perché costruiti in ottone. Hanno una notevole potenza dinamica, cioè possono suonare incredibilmente forte, al punto da sovrastare tutta l’orchestra!

In origine, erano infatti usati per suonare all’aria aperta, per la caccia, per parate militari, e per annunciare messaggi in battaglia o per avvertire la popolazione delle calamità.

I più famosi strumenti di questa famiglia sono: trombe, tromboni, tuba e corno francese, più tutta una serie di strumenti meno noti, come flicorni, cornette, cimbassi, ecc. Ovviamente, di ciascuno strumento ne esistono differenti varietà.

Sono disposti dietro ai legni, da sinistra (corni francesi), via via verso destra (trombe, tromboni, tuba, ecc.).

Il carattere del suono di questi strumenti è molto versatile: sono eccellenti per esprimere temi epici, eroici e militareschi. Chi non associa al suono marziale di una tromba l’idea del mondo militare o di una fanfara trionfante?

 

PERCUSSIONI

PercussioniGli strumenti a percussione hanno accompagnato la storia dell’uomo sin dalla sua origine: si tratta infatti, in generale, della tipologia di strumenti più antica che conosciamo.

Esiste quindi una pressoché illimitata varietà di strumenti.

Volendo limitare il discorso agli strumenti a percussione tipicamente presenti nelle orchestre sinfoniche, ne dobbiamo distinguere almeno di due tipi:

A suono determinato, cioè in grado di intonare le note musicali ben precise: timpano, xilofono, marimba, vibrafono, glockenspiel, campanelli, cimbali, campane tubolari, crotali, ecc,

A suono indeterminato, cioè NON in grado di intonare note musicali ben precise, quanto piuttosto a produrre suoni indefiniti: grancassa, piatti, tamburo, triangolo, tam-tam, tamburello, maracas, nacchere, batteria, ecc.

Sono generalmente disposti nella parte più retrostante dell’orchestra, da sinistra a destra.

***

Dalla nostra classificazione delle quattro sezioni d’orchestra, abbiamo per il momento tenuto fuori molti importanti e celeberrimi strumenti, magari meno catalogabili tra i precedenti: ad esempio gli strumenti a tastiera (pianoforte, organo, clavicembalo, ecc.), l’arpa, le chitarre, ecc.

Tutti gli strumenti elettrici ed elettronici.

Per non parlare dell’infinita varietà di strumenti etnici, cioè tipici delle tradizioni dei diversi popoli del mondo.

Di tutto ciò, ci occuperemo in altri articoli.

STRUMENTO MISTERIOSO…

Ti lascio con l’ennesima versione della melodia d’esempio, questa volta suonata con uno strumento misterioso.

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Secondo te che strumento è ?

Suggerimento: normalmente non è usato nell’orchestra contemporanea, ma in alcuni pezzi di un certo periodo storico è praticamente immancabile…!

Di che strumento si tratta?

 

Se lo riconosci, scrivine il nome tra i commenti a questo articolo!

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A presto,

Joseph

2 Commenti

  1. gigi

    .. CL@√icembaLo… ?? La mia ANiM4 Adora gLi დ ARKi დ … ∞ .. ????✨?? ??? ? ? ? ? ? ∞ ? __/|\__ დ Ƹ̵̡Ӝ̵̨̄Ʒ <3 ♥••*´¨`*•.☆•♬♪♫¸¸.•*♪*•.¸¸ <3 ∞ დ Ƹ̵̡Ӝ̵̨̄Ʒ ∞

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  2. Roberto

    si tratta di un clavicembalo ma, secondo me, realizzato digitalmente non mi pare uno strumento analogico

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